Paralisi da compromesso




Moderno Re Mida, l’ex presidente della Banca Nazionale svizzera Philipp Hildebrand trasformava in oro tutto ciò che toccava.
Non pago dello stipendio annuo di circa un milione di franchi ha ritenuto opportuno arrotondare le entrate, servendosi delle particolari conoscenze e delle informazioni privilegiate che la sua alta carica gli garantiva  per effettuare lucrose operazioni su divise e titoli finanziari. Tutto questo dimenticando che la BNS ha un regolamento interno da rispettare.
Ciò malgrado, prima il Consiglio della BNS poi il Consiglio Federale, con in testa la presidente della Confederazione e ministra delle finanze, lo hanno difeso a spada tratta, incuranti del grave danno di immagine.

 La difesa faceva leva su due cardini: l’eccezionale competenza settoriale di Hildebrand, e la tesi che la responsabile delle operazioni su divise e titoli fosse la moglie (cherchez toujours la femme, dai piani bassi a quelli alti, c’è da disperare), malgrado l’ingombrante presenza di un mail  (noto a Widmer-Schlumpf) che attestava la responsabilità personale di Hildebrand.
Le dimissioni del massimo responsabile della politica monetaria svizzera, che per fortuna del Paese ha capito di essersi cacciato in una situazione insostenibile, hanno prodotto solo una tregua nella bagarre ormai scatenata, perché la tensione – e la ricerca delle responsabilità – è stata subito spostata dalla disinvolta visione gestionale di Hildebrand alla violazione del segreto bancario da parte di chi ha avuto tra le mani il suo dossier.

La partita è aperta: il vero colpevole non è il rampante e avido Hildebrand, bensì Blocher, il politico considerato dagli avversari irriducibili la quintessenza del male, che è pronto a tutto pur di danneggiare l’odiata Widmer-Schlumpf.

Prima di lanciarsi nell’ennesimo linciaggio di un politico scomodo, sarà opportuno valutare a fondo due elementi:
 a) il dipendente della banca Sarasin ha o non ha avvertito i suoi superiori dei volteggi speculativi di  Hildebrand, senza ottenere alcun risultato?
 b) Blocher ha o non ha trasmesso il dossier Hildebrand all’allora presidente della Confederazione Calmy-Rey, affinché lo presentasse ai colleghi
e il CF prendesse posizione su di esso?





Sarebbe bene che almeno le più alte autorità federali sapessero guardare al di là della suddivisione manichea degli schieramenti politici, riuscissero a superare la paralisi da compromesso, e affrontassero con prontezza le crisi, condannando ciò che lede in modo irreparabile l’immagine di una Svizzera Stato serio, attendibile e degno di considerazione.

Olga Cippà

18 gennaio 2012
 
Ultimo aggiornamento 
venerdì 20 gennaio 2012